Le medaglie del Circolo
ANNUALI
- 1968 Cinquantenario della Vittoria 1918-1968
- 1971 Trieste, Palazzo Carciotti
- 1972 Udine, Villa Manin di Passariano
- 1973 Gorizia, Palazzo Attems
- 1974 Pordenone, Costruzioni storico-artistiche
- 1975 Cividale, La Messa dello Spadone
- 1976 Trieste, La Lancia di San Sergio
- 1977 Gemona, L'antico duomo
- 1978 Trieste, Il Martirio di San Giusto
- 1979 Le tredici "Casade triestine"
- 1980 Gabriele Marenzi e il Porto Franco di Trieste
- 1981 l decennale del Circolo Numismatico Triestino
- 1983 Il Castello di Duino
STRAORDINARIE
- 1973 Medaglia in onore di Alfredo Berzanti, primo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nel decennale dell'Istituzione
- 1975 Trieste, Palazzo Municipale
- 1987 Esodo dall'Istria
Emissione: 1968
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1968Cinquantenario della Vittoria 1918-1968
Ecco il primo conio del Circolo numismatico triestino, quando ancora era in seno al Circolo Filatelico. Dall'ingegno del medaglista Luigi Teruggi su disegno Gianetti, è noto un unico esemplare aureo e costituì, per il Circolo, il primo esempio da cui prendere spunto per i conii seguenti dedicati alle celebrazioni di particolari aspetti storici ed artistici del Friuli Venezia Giulia.
Sul dritto vediamo la Pace illuminata dalla fiaccola della Vittoria, figura di donna con un ramo d'ulivo tra le mani. La dicitura sul bordo recita "Associazione filatelica e numismatica triestina", tra due rami d'alloro. Sul verso gli stemmi di Trieste, al centro, Gorizia a destra e Trento a sinistra e i nomi delle città. Lungo il bordo la legenda: "Cinquantenario della vittoria 1918 - 1968". |
Emissione: 1971
Medaglista: EMILIO MONTI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1971Trieste, Palazzo Carciotti
"E' uno dei più begli edifizi isolati che vanti Trieste, la sua facciata principale prospetta il mare". (Generini: Trieste antica e moderna)
Palazzo padronale ma anche locale commerciale dotato di magazzini e stalle del commerciante greco Demetrio Carciotti, rappresenta ancora oggi uno degli splendidi palazzi neoclassici (1799 - 1805) che rendono Trieste famosa in tutta Europa. Nel 1831 divenne la prima sede delle Assicurazioni Generali e oggi è la sede della Capitaneria di Porto. L'architetto milanese Matteo Pertsch introdusse per la prima volta a Trieste l'ordine ionico che regala all'edificio l'eleganza dello stile ellenico. E' senz'altro,nel cuore dei triestini, uno degli esempi più fulgidi della comunità di genti, religioni e culture che solo Trieste sa racchiudere in pace tra il Carso ed il mare.
La medaglia raffigura, sul dritto, il Palazzo visto dal mare e dall'alto, con scorcio del Canal Grande sulla sinistra, mentre sul retro è rappresentata l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. Il medaglista scelto dal Circolo fu Emilio Monti. |
Emissione: 1972
Medaglista: EMILIO MONTI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1972Udine, Villa Manin di Passariano
Stupefacente esempio di architettura barocca in Friuli, oggi di proprietà della Regione che l'ha voluta quale sede del prestigioso Museo di Arte moderna e contemporanea noto in tutto il mondo, vi furono prese in mano le penne per la firma del trattato di Campoformido, che scacciava per sempre Venezia da queste terre, nella persona dell'ultimo doge Ludovico Manin. Fu un suo antenato, Ludovico I° Manin, a farla costruire nella prima metà del XVII secolo ma l'attuale configurazione si deve ad un progetto dell'architetto Domenico Rossi che la ristrutturò agli inizi del settecento. Giovanni Ziborghi innalzò le barchesse tra il 1730 e il 1740.
Medaglista ancora Emilio Monti, sul dritto vi ha rappresentato la villa e il parco visti dall'alto, sul verso troviamo nuovamente l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. |
Emissione: 1973
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1973Gorizia, Palazzo Attems
Creato dal genio dell'architetto goriziano Nicolò Pacassi per volontà dei conti Attems - Petzenstein , una delle più illustri famiglie nobili goriziane. Voluto nel 1733 come residenza cittadina, mostra uno stile di transizione tra il barocco ed il rococò. Pacassi sbarcò, poi, alla corte di Vienna, dove costruì il Palazzo imperiale dello Schonbrunn ed il teatro Karntner Thor, che gli valsero gli onori della gloria. Sul dritto della medaglia vi è rappresentata la facciata con la fontana dell'Ercole nell'atto di abbatere l'idra di Lerna, progettata da Pacassi e da lui donata alla città natale, nochè, in primo piano, lo stemma degli Attems. Sul verso l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. Il medaglista fu Luigi Teruggi. |
Emissione straordinaria: 1973
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 55
| 1973Medaglia in onore di Alfredo Berzanti, primo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nel decennale dell'Istituzione
Alfredo Berzanti ebbe l'onore di essere il primo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ricoprendo tale ruolo per i nove anni successivi, dal 1964 al 1973, fino allo scadere della seconda legislatura. La medaglia volle celebrare l'uomo, quindi, che in anni molto difficili seppe guidare un'Ente nuovo attraverso la propria capacità amministrativa e al prestigio personale, ma ha lo scopo, anche, di rendere omaggio al decimo anniversario dell'istituzione della nostra Regione. Berzanti è scomparso, compianto da tutti i successori, nel maggio del 2000. Creata dall'artista milanese Teruggi, la medaglia mostra il ritratto di Berzanti, mentre sul rovescio troviamo l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. |
Emissione: 1974
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1974Pordenone, Costruzioni storico-artistiche
Raffigura il Palazzo Comunale, il Museo Civico ed il campanile di San Marco, le tre costruzioni di maggior interesse storico e artistico della città di Pordenone. Il Palazzo comunale risale al medioevo (fu costruito tra il 1291 e il 1395) e presenta uno stile gotico originale per la sua lavorazione. Al piano terra si trovano una serie di tre arcate gotiche e al primo piano due finestre trilobate tripartite. Nel XVI secolo vennero aggiunti la loggia con l'orologio e i pinnacoli secondo il progetto di Pomponio Amalteo e realizzati da Jacopo da Gemona. Palazzo Ricchieri (famiglia insignita di titolo nobiliare dalla Casa d'Austria e dalla Repubblica veneta nel 1300, sede del Museo civico, è uno degli edifici più antichi della città, una piccola casa torre risalente al 1200. Oggi appare molto diverso in seguito alle trasformazioni apportate dai proprietari nel quindicesimo e diciassettesimo secolo. Il Campanile di San Marco - annesso all'omonimo Duomo - Il campanile di San Marco, è ritenuto tra i più belli d'Italia. E' alto 72 metri, fu costruito tra il 1291 e il 1347 (fino alla cella campanaria); la cuspide è invece del XVI secolo. |
Emissione: 1975
Medaglista: GUIDO VEROI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1975Cividale, La Messa dello Spadone
La "Messa dello Spadone", che si celebra il giorno dell'Epifania a Cividale del Friuli nel Duomo cittadino, è un rito religioso ricco di fascino e mistero. Di sicuro si tratta di uno dei riti liturgici più singolari e suggestivi che la Chiesa ha conservato. L'appellativo "dello spadone" deriva dal fatto che, durante la cerimonia liturgica, fa la sua comparsa una spada, appartenuta al Patriarca Marquardo di Randeck, che il Diacono usa, in diversi momenti, sollevandola e fendendo l'aria in segno di saluto o benedizione, quando si rivolge al clero disposto nel coro e ai fedeli. La tesi più accreditata è quella che vuole dare alla cerimonia il doppio significato liturgico e politico, in quanto celebrata dal Patriarca all'atto del suo insediamento. Il Patriarca, infatti, era anche uomo d'arma in quanto deteneva il potere "temporale" di un vasto territorio: il Patriarcato d'Aquileia. Questa tesi può essere ulteriormente avvalorata dal fatto che il Diacono, con in testa un elmo piumato, durante alcuni momenti del rito impugna con la mano destra la spada e con la sinistra l'Evangeliario. La Messa sino all'Epistola si svolge in rito Romano. L'Epistola è cantata dal Suddiacono in antica melodia aquileiense. Sul dritto della medaglia disegnata da Guido Veroi vediamo il Diacono con l'Elmo piumato e l'Evangeliario, che alza lo Spadone affiancato da due chierichetti. Sul verso l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. |
Emissione straordinaria: 1975
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 50
| 1975Trieste, Palazzo Municipale
Con questa emissione straordinaria il Circolo volle rendere omaggio ai cento anni del Palazzo Municipale triestino, costruito nel 1875. Dopo che un incendio distrusse l'antico palazzo che sorgeva al centro di Piazza dell'Unità d'Italia, nel 1690, si costruì l'edificio che oggi ospita il Caffè degli Specchi. Nel 1751 gli uffici comunali vennero trasferiti nella Loggia, e solo nel 1875, appunto, l'architetto Giuseppe Bruni riuscì ad edificare l'attuale palazzo armonizzandolo con gli elementi architettonici circostanti, creando una facciata dal colpo d'occhio dinamico e caratteristico, rivolta verso il mare. Il medaglista prescelto fu Luigi Teruggi; sul rovescio si trova la legenda "Centenario del Palazzo Municipale, Trieste 1875 - 1975 - Circolo Numismatico Triestino". |
Emissione: 1976
Medaglista: GUIDO VEROI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1976Trieste, La Lancia di San Sergio
San Sergio martire, quasi un patrono per Trieste, fu colui che consegnò alla tradizione il simbolo più vivo nel cuore dei triestini per ricordare la propria città: l'alabarda, che piovve dal cielo sereno sul Foro triestino, mentre egli moriva decapitato attorno al 300 d. C. perchè cristiano, nonostante fosse stato anche un valoroso combattente per le fila romane contro i Persiani in Siria. L'elegante lama di acciaio meteorico conservata nel tesoro della Cattedrale di San Giusto compare già verso il 1250 su alcune monete triestine per diventare elemento portante dello stemma cittadino voluto dall'Austria. La medaglia creata da Guido Veroi rappresenta San Segio come tribuno a cavallo, per disegnare il quale l'autore compì approfonditi studi su statue e bassorilievi dell'epoca. |
Emissione: 1977
Medaglista: GUIDO VEROI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1977Gemona, L'antico duomo
"Fra le tante ferite che a distanza più o meno lunga di tempo le forze incontrollabili della natura infliggono agli uomini ed alle cose, quelle causate alle opere d'arte sono forse le più dolorose, anche perchè molto più difficile si presenta il problema del loro primitivo ripristino". Pietro Covre 1977
La piccola millenaria città di Gemona del Friuli fu distrutta nel terribile terremoto del 1976 che piegò gran parte della Regione. Perse molti abitanti e fu quasi completamente distrutta nel suo patrimonio storico-artistico , retaggio più prezioso dei secoli passati. Primo fra tutti il Duomo, tra le maggiori opere d'arte sacra friulane, antico in alcune parti di sette secoli, fu devastato assieme al Campanile. Era una costruzione gotica su resti di una chiesa romanica.
Nel 1976 il Circolo Numismatico Triestino volle rendere omaggio alla città straziata, anche nell'auspicio di una ricostruzione dei suoi monumenti, poi avvenuta nel 1986. Guido Veroi ha disegnato la facciata del Duomo sul dritto della medaglia, minacciato dal mostro del male, su cui trionfa, però, la volontà di ricostruzione. Veroi era, infatti, friulano di nascita...Sul verso l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. |
Emissione: 1978
Medaglista: GUIDO VEROI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1978Trieste, Il Martirio di San Giusto
Dedicata al Santo Patrono triestino, simbolo di concordia cittadina nella buona e nella cattiva sorte, la medaglia riporta l'iconografia cristiana di San Giusto, che lo rappresenta come un giovane cristiano che sorge dalle onde e tiene nella mano sinistra le città di Trieste e simboli tradizionali del martirio: la palma, il flagello, gli angioletti ed i pesci. Fu martirizzato da Diocleziano probabilmente nell'anno 303 d. C. a causa della sua fede religiosa. Fu gettato in mare dallo scoglio di Zucco con una pietra legata al collo e miracolosamente il suo giovane corpo fu ritrovato, libero dal cappio, su una spiaggia antistante le mura cittadine, l'attuale Riva Grumula. Il medaglista fu Guido Veroi e sul rovescio troviamo l'Aquila simbolo della Regione Friuli Venezia Giulia. |
Emissione: 1979
Medaglista: GIORGIO GEROMET
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1979Le tredici "Casade triestine"
L'omaggio del Circolo alle storiche famiglie che guidarono Trieste fin dal 1246, oggi ormai completamente estinte, era un passaggio obbligato nel valorizzare, attraverso alle medaglie, i più importanti simboli della città. Disegnata da Giorgio Geromet, poliedrico artista friulano, la medaglia riporta la raffigurazione medioevale dell'antico Comune, contornata dagli stemmi e dai nomi delle casade. Si tratta delle famiglie Argento, Baseio, Belli, Bonomo, Burlo, Cigotti, Giuliani, Leo, Padovino, Pellegrini, Petazzi, Stella e Toffani, mebri di questa VETUSTA NOBILITATIS TERGESTINA CONGREGATIO. Formavano il Consiglio cittadino e ne conservarono per otto secoli l'autonomia del libero Comune. Si riunirono in confraternita il 2 febbraio del 1246 nella chiesetta di San Francesco fuori dalle mura ed erano rappresentanti dei più disparati ceti economici e sociali. Giurarono di mantenere il governo della città ad ogni costo, anche con vincoli di sangue tra famiglie. Nei secoli espressero vescovi, politici e ambasciatori, comandanti e studiosi, benefattori e commercianti. |
Emissione: 1980
Medaglista: LORIS COSMINI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1980Gabriele Marenzi e il Porto Franco di Trieste
Coniata nell'ambito delle manifestazioni dedicate a Maria Teresa d'Austria nel secondo centenario della sua morte, è dedicata al Barone Gabriele Marenzi, che portò all'attenzione di Carlo VI la vocazione triestina a Porto Franco, ottenendone la concessione nel 1719. Carlo VI, infatti, proclamò la libertà dell'Adriatico e promosse i commerci di terra e di mare dei suoi stati a suggerimento del principe Eugenio di Savoia. Chiese, poi, relazione al Comune di Trieste sul miglior luogo ove aprire il Porto Franco. Trieste, allora, inviò a Gratz ed a Vienna il barone Gabriele Marenzi. Oltre a Trieste, si proposero anche Fiume, poi scelta, Aquileia e San giovanni di Duino. In primo piano della medaglia è visibile la porta antistante al mandracchio con alcuni vascelli ancorati ai lati mentre in alto troviamo lo scudo coronato della famiglia Marenzi. In alto riporta il nome di Gabriele Marenzi e sotto la legenda INTERPRETE PRESSO S.M.I. CARLO VI DELLE ASPIRAZIONI DEI TRIESTINI AL PORTO FRANCO - 1719. Da quella data in poi inizò per Trieste un periodo florido all'insegna degli scambi economici e culturali con quasi tutto il mondo allora conosciuto, eredità pesante ancora oggi rimpianta dalla città che cerca di tornare in auge in questa direzione attraverso un nuovo sviluppo del Porto, innovativo e rivolto al futuro. Il medaglista fu un giovane triestino, Loris Cosmini. |
Emissione: 1981
Medaglista: LORIS COSMINI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1981l decennale del Circolo Numismatico Triestino
Un omaggio al decimo anno dalla costituzione del sodalizio, che festeggia ricche attività culturali, e numerosi riconoscimenti ottenuti anche a livello nazionale. Il Circolo si è dedicato in primis alla divulgazione della cultura numismatica attraverso la collaborazione con i Musei della Regione e con gli altri Circoli numismatici italiani e internazionali. Il medaglista Loris Cosmini volle riportare sul dritto, nell'occasione, un interno di officina dove si batte moneta, con il ricavo dei tondelli, la loro battitura ed il controllo del mastro di zecca. Sul rovescio troviamo un antico denaro triestino del tempo di Vescovo Volrico de Portis (1234 - 1254), con San Giusto che regge la palma del martirio e la legenda TERGES. CIVITAS. Sotto, tra due alabarde, le date: 1971 - 1981. |
Emissione: 1983
Medaglista: LUIGI TERUGGI
Esecuzione: Stab. Johnson Milano
Diametro: mm. 60
| 1983Il Castello di Duino
La medaglia ricorda, assieme, lo storico Castello e l'istituzione, a Bruxelles, del primo servizio postale pubblico verso la fine del XV° secolo. Il merito dell'ideazione fu di un italiano, il bergamasco Francesco Tasso, che organizzò un servizio così regolare e veloce da stupire tutte le corti europee. La splendida rocca - la cui atmosfera sospesa nel tempo fu capace di ispirare al poeta Reiner Maria Rilke le omonime elegie - era considerata, nel medioevo, la più potente dell'alto adriatico. Fu costruita nei primi decenni del 1400, attorno alla torre quadrangolare di un avamposto romano. Nacque come residenza della famiglia dei Duinati, poi del Walsee, dei della Torre-Valsassina-Hofer, dei principi Hohenlohe-Waldenburg-Schillingsfurst e, infine, dei Torre e Tasso che ne sono attualmente i propietari. Sul dritto vediamo il castello a strapiombo sul mare, sopra il piccolo porticciolo duinese. In basso lo scudo con le armi dei Torre e Tasso. Sul retro, invece, è rappresentata una diligenza postale di quattro cavalli guidati da un postiglione armato di frusta seduto a cassetta. In alto la scritta I° SERVIZIO POSTALE PUBBLICO XV° SEC-FRANCESCO TASSO 1450 - 1517, e sotto la troba simbolo dei postiglioni. Medaglista fu Luigi Teruggi. |
Emissione straordinaria: 1987
Medaglista: UGO CARA'
Esecuzione: Stab. Lorioli Milano
Diametro: mm. 50
| 1987Esodo dall'Istria
“Tra la fine del 1943 e quella del 1956 la quasi totalità degli italiani che vivevano nei territori passati sotto il definitivo controllo della Jugoslavia, abbandonarono la loro terra di origine: a prendere la via dell'esilio fu un'intera comunità nazionale, al completo delle sue articolazioni sociali, che si disperse poi nel mondo. Lasciarono una terra sconvolta: i borghi, soprattutto quelli costieri, ridotti a città fantasma, gravemente spopolate anche le campagne, abbandonate le colture tipiche del paesaggio agrario mediterraneo, completamente disarticolata la società locale, con la scomparsa di interi ceti sociali”. Raoul Pupo I viaggi di Erodoto - ed. Paravia Bruno Mondadori 1998
Terza emissione straordinaria del Circolo, è inconfondibile il tratto del medaglista: il maestro muggesano Ugo Carà. Egli vi vide in schiere serrate i partenti che, dimessi, angosciati e persi nelle tragedie personali e di una nazione intera accompagnavano carri e carretti con le cose più care, imbarcandosi verso un ignoto futuro. La destinazione era la Patria più grande, dove ricominciare col cuore legato alla penisola natia che la medaglia raffigura ormai sola su quelle schiere di pianto. In alto un olivo protegge la terra cara su cui è impressa la parola FIDELITAS, quella che un tempo era rivolta alla lontana Venezia e ora si apre alla Penisola patria. Il ramoscello rappresenta la pace ma è anche simbolo delle terre abbandonate a forza, fatte di terra rossa rotta dalla fredda pietra. Il Circolo Numismatico Triestino, ha voluto segnare nel metallo quella data funesta, che ha voluto, in qualche modo, proteggere sotto il simbolo di San Giusto, protettore della prima città che, quasi sempre, ha per prima raccolto gli esuli dell'Istria. |
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